venerdì 29 settembre 2017

Recensione: "Una ragazza senza ricordi" di Frances Hardinge

Titolo: Una ragazza senza ricordi
Titolo originale: Cuckoo Song
Autore: Frances Hardinge
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 29 agosto 2017
Pagine: 444
Prezzo: 18,00 € 

Trama:
Triss ha un'unica certezza: da quando è caduta nel fiume Macaber nella sua vita tutto è cambiato. Era una notte buia, di cui non riesce a ricordare nulla. I minuti passati sott'acqua sembrano averla trasformata: Pen, la sorellina di nove anni, ha paura di lei, e continua a dire che in realtà Triss non è più Triss. Sembrano pensarla così anche i suoi genitori, che bisbigliano sottovoce dietro porte chiuse celando segreti e misteri.
E intanto Triss ha continuamente fame, una fame insaziabile e brutale che non riesce a placare, ritrovandosi in un corpo sempre più fragile e debole.
Triss sembra spegnersi col passare dei giorni, solo un pensiero riesce a mandarla avanti: cosa le è successo quella notte nel fiume?

Recensione:
Prima di parlarvi di questo libro e di ciò che mi ha regalato voglio darvi un consiglio, che vi invito a seguire.
Se volete intraprendere questa lettura (che assolutamente vi consiglio) non commettete l'errore di leggere prima la sinossi riportata sulla fascetta interna del romanzo. Ecco non fatelo assolutamente! Se volete avere un'idea di ciò che il libro racconta leggete la trama che ho riportato su questa recensione, in cui mi sono permessa di eliminare tutto ciò che il lettore dovrebbe scoprire solo e soltanto durante la lettura.
Questo è un libro in cui tutto gira attorno al mistero, al fascino del racconto, e all'ansia della scoperta, e se c'è una sinossi che (seppur velatamente) fa già intuire buona parte dell'intreccio, cosa resta al lettore?
E questa è una storia che merita di essere scoperta pagina dopo pagina, segreto dopo segreto.
Ed è nel mistero che ha inizio, quando, distesa nel suo letto, febbricitante, Triss riacquista conoscenza. Non sappiamo cosa le è accaduto, ma lo scopriamo presto, eppure i ricordi si affacciano ancora confusi nella mente della ragazza che, nonostante gli sforzi, non riesce a capacitarsi di come sia caduta nel fiume.
Perché è andata fin lì, come è caduta, e come è tornata a casa sono solo alcune delle numerose domande a cui non riesce a dare risposta. Un'altra è "perché Pen, la sua sorellina, sembra detestarla così tanto?"
Ogni ricordo mancante corrisponde ad un grande interrogativo e a ogni risposta non trovata sopraggiunge un'ondata di paura.
Triss non ricorda molte cose e tante stenta a riconoscerle, come il suo corpo che le manda segnali allarmanti, come la furiosa fame insaziabile che non le dà tregua, o le strane allucinazioni dalle quali sembra essere afflitta.
Sono questi campanelli di allarme che la spingeranno a cercare risposte, e le troverà. Risposte che sembrano andare contro ogni logica, crudeli e terribili, che probabilmente non avrebbe mai voluto sentire, ma che la porteranno anche verso la scoperta di se stessa.
"Una ragazza senza ricordi" è una storia ipnotica in cui orrore, inquietudine e bizzarria si mescolano dando vita ad un romanzo unico nel suo genere, che sa emozionare dalla prima all'ultima pagina, provocando nel lettore sentimenti vari e disparati.
Fantasia, suspense, e magia hanno sicuramente un ruolo fondamentale in queste pagine, ma in esse si parla anche di molto altro: dei rapporti umani, in specie delle turbolenze e delle incomprensioni che si trovano in quelli familiari, parla di cattive azioni, di pentimento e di perdono... soprattutto quello verso se stessi.

"Lo so, ti sei svegliata un giorno e hai scoperto che non potevi più essere la persona che ti ricordavi di essere, la ragazza che tutti si aspettavano che tu fossi. 
Semplicemente non eri più lei, e non potevi farci nulla. 
E così la tua famiglia ha deciso che eri un mostro e ti si è rivoltata contro. Credimi, io lo capisco. E lascia che ti dica, da mostro a mostro: il fatto che tutti ti dicano che sei un mostro non significa che lo sei davvero."

Un romanzo profondo, angosciante, inquietante e straziante. Ricco di dolore e di amore, quell'amore che non viene sempre dimostrato nella maniera giusta, e che può finire col sembrare qualcosa di molto diverso, addirittura di opposto. Ma c'è anche l'amore verso se stessi, quello che spinge a guardarsi con altri occhi, a capire che il mondo è fatto di sfumature, che non esiste solo il bianco e il nero, come non esiste solo il "buono" e il "cattivo".

Considerazioni:
Lo scorso gennaio, nel post "Un anno di libri" avevo messo tra i libri più originali letti nel 2016 "L'albero delle bugie", romanzo d'esordio di Frances Hardinge.
"Quest'anno di libri" non è ancora giunto al termine, ma so già con certezza che "Una ragazza senza ricordi" si aggiudicherà il medesimo titolo.
La bellezza che caratterizza "Una ragazza senza ricordi" è senza alcun dubbio l'originalità della storia. Lo svolgimento, gli avvenimenti, le mosse dei personaggi, non sono mai prevedibili. 
Leggendo i romanzi di Frances Hardinge si ha sempre la sensazione di assistere ad una partita a scacchi, non conoscendone meccanismi e regole. Non conosco il gioco, non so chi è in vantaggio né chi è più vicino alla vittoria, ma resto ad osservare, affascinata da ciò che accade davanti ai miei occhi, ansiosa di scoprire il verdetto.
Ma non volevo assolutamente spaventarvi con il paragone, vi assicuro che questo romanzo è molto più appassionante di una partita a scacchi XD
Inizio col dire che Frances Hardinge scrive davvero bene, potrei senza esagerare, definirla la Tim Burton della letteratura, perché con le parole sa ricreare le medesime sensazioni.
Il suo stile narrativo è originale e dettagliato, ricco di particolari e similitudini, il che aiuta tantissimo a immergersi nella storia rendendo l'atmosfera affascinante e suggestiva.
Lo svolgimento poi, come già detto, non è mai scontato o banale.
I personaggi sono disparati eppure ognuno ha dentro di sé un piccolo mondo, la sua storia comprensiva di sbagli e rimpianti che li ha resi ciò che sono.
Da Triss alla piccola Pen, dai loro genitori a Violet, al signor Grace fino al terribile Architetto, ognuno agisce e combatte per le proprie ragioni, per ciò che ritiene giusto.
Spesso sarà difficile comprenderli, altrettanto difficile sarà capirli e smettere di odiarli, eppure sarà impossibile anche dar loro completamente contro.
È il caso della piccola Pen, inizialmente l'ho detestata, non capivo proprio il perché di tanto astio nei confronti di sua sorella, tutto quel rancore e ciò che questo l'ha portata a fare (ancora non mi capacito come Triss e i genitori possano perdonarla) eppure, andando avanti, mi sono affezionata a lei, ho adorato il suo rapporto con Trista e, anche se non del tutto, l'ho capita.
Ho immaginato come doveva essere vestire i suoi panni, essere la figlia indesiderata, quella su cui ricadono tutte le colpe, quella ignorata per cui non vale la pena darsi pena.
Come spesso accade anche nella vita reale sono i genitori, in questo caso Piers e Celeste Crescent, i veri colpevoli dei comportamenti dei propri figli.
Ma anche qui, come si può, in tutta coscienza, giudicare l'operato di un genitore che non agisce in cattiva fede?
E poi ci sono Triss e Trista sue facce della stessa medaglia. Triss incatenata nei confini in cui i genitori l'hanno rinchiusa portandola a diventare una ragazzina, fragile, insicura e capricciosa. Trista quella stessa ragazzina che, sbarazzatasi dagli obblighi, è finalmente libera di diventare chi e come avrebbe sempre voluto essere.
Un libro appassionante da cui difficilmente ci si riesce a staccare, e che non si può leggere senza provare ad immedesimarsi in Trista e nella sua realtà in frantumi.
Leggere della sua piccola, disperata esistenza mi ha fatto venire in mente il racconto di fantascienza "L'impostore" di Philips K. Dick.
Il fardello di Trista e di Spence Olham, del resto, sono assai simili.
Leggere della loro situazione mi ha dato il medesimo senso di angoscia, due innocenti resi colpevoli dalle scelte altrui, due esistenze considerate prive di importanza solo perché non "programmate".
Fortunatamente per Trista il suo epilogo è stato diverso.

Ringrazio la Mondadori per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

1 commento:

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