lunedì 8 gennaio 2018

Un anno di libri #2017



Salve avventori!
Un altro anno è passato ed eccoci di nuovo qui, alle prese con il nostro bilancio annuale, pronte a tirare le somme.
Di seguito potete sbirciare nel nostro #UnAnnoDiLibri. Cosa ci è piaciuto? Quale libro ci ha deluso? Quali pagine ci hanno fatto emozionare fino alle lacrime?
Siete curiosi? Be’ ecco le risposte:

Il 2017 di Muriomu


Primo libro letto nel 2017: 
♥ “Panna nel grande giardino” di Carlotta De Melas 


Ultimo libro letto nel 2017: 
♥ “Il fantasma dell’abate” di Louisa May Alcott


I libri più belli che ho letto quest'anno: 
Di libri belli quest’anno ne ho letti molti, ma quelli che mi sento di citare tra “i più belli”, sono quelli che mi hanno regalato le emozioni più forti e autentiche... 
♥ “Il segreto di Black Rabbit Hall” di Eve Chase
♥ “Il prodigio” di Emma Donoghue
♥ “Aspettando Bojangles” di Olivier Bourdeaut 
♥ “La casa senza specchi” di Marten Sanden


I libri che ho bocciato: 
Fortunatamente ho avuto un anno buono, sono davvero pochi i libri a cui non ho trovato nulla di buono da dire a riguardo, ma uno di questi è senza dubbio...
♥ “La rivalsa” di Annamaria Alboreo. Senza stare ad elencare le varie critiche che ho mosso al romanzo riassumo il tutto dicendo che questa lettura mi ha lasciato la desolante sensazione che l’autrice abbia preso come pretesto il tema del paranormale (che avrebbe dovuto essere il fulcro della storia) per scrivere dell'ennesima, improbabile e sciocca storia d'amore.
♥ Decisamente meno peggio, ma ugualmente tra i bocciati, “Passenger” di Alexandra Bracken.
Il succo della storia non è malvagio, ma ecco, per arrivare a quel agognato succo l’autrice si è persa in un labirinto di parole e situazioni inutili, giusto per allungare un brodo che non necessitava aggiunte ma, semmai, di essere ristretto.


I libri più belli da ammirare: 
Noi del Café Littéraire abbiamo un debole per i libri illustrati, e quest’anno, ne abbiamo ricevuto e letti di bellissimi. Questi sono sicuramente quelli che reputo i più belli dal punto di vista artistico
♥ “L’ombra del Golem” di Éliette Abécassis e Benjamin Lacombe 
♥ “Hortense and the Shadow” di Lauren e Natalia O’Hara
♥ “Lea e l’elefante” di Kim Sena
♥“Hamelin e la città del silenzio” di Alice Barberini
♥ “Lettere di Babbo Natale” di J.R.R. Tolkien 
♥ E infine “Il Natale di Teo” di Katherine Rundell. Quest’ultimo non è sicuramente il più bello tra i libri illustrati (lo stile e la tecnica delle illustrazioni non è tra quelli che fa restare a bocca aperta), però è sicuramente un libro che mette allegria e che esprime benissimo l’atmosfera natalizia.


La storia più originale: 
♥ “Una ragazza senza ricordi”. Ebbene sì, per il secondo anno di fila Frances Hardinge si aggiudica il titolo per storia più originale. Ho letto altri libri dalle trame particolari quest’anno, ma in quanto a stravaganza nessuno regge il confronto.


I libri che mi hanno stupito positivamente o che avevo sottovalutato: 
♥ “La casa senza specchi” di Marten Sandén
♥ “Il giardino dei musi eterni” di Bruno Tognolini 
In entrambi i casi avevo fatto un errore di valutazione, facendomi probabilmente  influenzare dalla copertina e dalle poche righe lette nella trama. Pensavo di leggere storie carine e nulla più, invece entrambe si sono rivelate molto più profonde e intense di quanto potessi immaginare.
♥ “La casa senza specchi”, in particolare modo, mi ha emozionato tanto. 
♥"Tartarughe all'infinito" di John Green. Non che mi abbia fatto impazzire ma sicuramente il suo libro migliore che ho letto sin ora. Con questo romanzo l'autore ha dimostrato di saper scrivere anche storie autentiche e non solo sdolcinatezze strappa consensi.


I libri che mi hanno deluso o dai quali mi aspettavo qualcosa di più: 
Sempre, quando iniziamo un libro, lo facciamo sperando che non si riveli solo una lettura “carina”, ma qualcosa di più.
♥ “L’albergo sulla baia di Mulberry” di Melissa Hill, non è stata una brutta lettura, ma neanche memorabile. Una di quelle storie che leggi e dimentichi in fretta.
♥ “Passenger”. Per questo libro il discorso è diverso. Dopo tanto clamore e attesa, leggerlo si è rivelato abbastanza deludente. Una storia noiosa, una scrittura prolissa, abitata da personaggi dai comportamenti poco credibili.


I libri più noiosi o che ho fatto fatica a portare a termine: 
♥“Passenger”. Se quanto ho detto sopra non vi basta, sappiate che ancora non ho nessuna voglia di leggere il seguito XD E per una saga, non essere curiosi di sapere come la storia va a finire, non è un ottimo presupposto!


I libri che mi hanno fatto piangere T-T (per l’emozione):
Probabilmente qualche lacrimuccia l’avrò versata anche con altri titoli (sono una piagnona" lo so), ma quelli che sicuramente mi hanno commossa maggiormente sono stati:
♥ “La casa senza specchi” 
♥“Il segreto di Black Rabbit Hall”
♥"Il prodigio"
♥ “Il giardino dei musi eterni”


La saga più bella e le saghe che ho iniziato: 
Due sono stati i ritorni tanto attesi, almeno per quanto mi riguarda.
♥ “Le clessidre di Tabula”, il secondo capitolo della saga ambientata nel fantastico mondo di Tabula, immaginato dalla fantasia di Chiara Andreazza e Valentina Furnò.
♥ “Il sangue di Viridiana”  di Lene Kaaberboøl, il secondo capitolo della saga Wildwitch, dedicata al mondo delle streghe selvatiche
♥ Alla lista aggiungo anche gradito il ritorno di Olga di Carta di Elisabetta Gnone con la sua seconda avventura "Jum fatto di buio". Non so sé questa serie può essere definita una saga, e non di sé avrà un seguito, però so che tornare a Balicò è sempre un piacere!


I personaggi che più ho detestato:
Ogni storia ha i suoi “eroi” e i suoi “cattivi”, ma spesso sono proprio i personaggi più odiosi ad avere il merito di dare vita ai libri che leggiamo. 
♥ E sicuramente “Il prodigio” di Emma Donoghue non sarebbe stato lo stesso senza il generale clima di ignoranza e omertà che alberga nelle sue pagine e nell’animo di più o meno tutti i suoi protagonisti.
Ma l’oscar per l’odiosità nel romanzo della Donoghue se lo aggiudicano, senza ombra di dubbio, la mamma della piccola Anna, ovvero la signora Rosaleen O'Donnell e il dottore McBrearty. Due personaggi che, ve lo assicuro, vi faranno ribrezzo.
♥ Il caporale McBurney de “L’inganno” di Thomas Cullinan. In realtà per questo personaggio ho provato sentimenti discordanti. Inizialmente provavo per lui un misto di odio e stima. Mi faceva paura, ma allo stesso tempo ammiravo la sua intelligenza. In seguito, però, il personaggio si è evoluto e con esso i miei sentimenti per lui. Da protagonista malefico e machiavellico si è tramutato in uomo patetico dagli atteggiamenti demenziali. Ho continuato a detestarlo, certo, provando però un misto di pena e imbarazzo per lui.
♥ La Nonnina Saltafossi de “Il giardino dei musi eterni”. Non sto a spiegarvi cosa combini di tanto deplorevole per essersi meritata di finire qui, eppure nonostante Tognolini non faccia passare la nonnina come un personaggio cattivo, per me lo è stata! E anche parecchio! Di una crudeltà ancora più orrenda perché non giustificata da nessuna ragione.
♥ “Kimera”, la strega cattiva di “Wildwitch”. Un personaggio senza cuore e sentimenti che non si fa fermare da niente e da nessuno pur di perseguire i suoi scopi.


I personaggi che ho più amato: 
♥ Alex Petrosky di “Arrivederci tra le stelle” di Jack Cheng. Un ragazzino educato, gentile, curioso e dolcissimo, che mi ha conquistato dalla prima pagina.
♥ Marie Daveraux de “L’inganno”. Simpatica, irriverente e provocatoria. È la più piccola tra le allieve del collegio di Miss Martha Farnsworth e, senza dubbio, la più furba e la meno suscettibile alle false lusinghe del caporale McBurney. Ho adorato il suo sarcasmo, le battute pungenti e il suo aver la risposta sempre pronta. 
♥Anna O’Donnell de “Il prodigio”, una ragazzina da scoprire pagina dopo pagina, e che man mano conquista con la sua docile ingenuità.


Un personaggio secondario di cui avrei voluto conoscere molto di più: 
♥ Nancy Alton de “Il segreto di Black Rabbit Hall”. 
La signora Alton è una presenza che evoca gioia e candore. Uno spirito vivace e moderno. Avventurosa, caparbia, testarda, piena di gioia di vivere. Un personaggio di cui ci si innamora, una donna felice e gioiosa che regala e infonde allegria. È lei il perno della famiglia Alton, la luce della casa e anche del libro stesso.
La sua presenza nel romanzo non dura che poche pagine, eppure è lei fulcro attorno al quale ruota tutto.


Le coppie più belle:
♥ Babbo Natale e Orso Bianco di “Lettere di Babbo Natale”. Una coppia comica alla “Sandra e Raimondo”. È stato divertentissimo leggere i battibecchi, le scaramucce e le continue prese in giro fra i due. Quando il libro termina si sente subito la loro mancanza.
Lib e Anna de “Il prodigio”. Un rapporto graduale, che parte da un’iniziale diffidenza e muta in qualcosa di completamente diverso. L’infermiera Lib chiamata a sorvegliare la piccola Anna, imparerà a conoscerla e si legherà a lei, dando vita ad un rapporto affettuoso come può essere quello tra una madre e la sua bambina.
♥ Marito e moglie di “Aspettando Bojangles”.
Ciò che li lega è un sentimento forte e inspiegabile nato all’improvviso, quasi per gioco. Si rivelerà invece un amore incondizionato ed eterno che, dati i protagonisti, non poteva che essere estremo, esagerato e folle. 
♥ Mr e Mrs Alton di Black Rabbit Hall de “Il segreto di Black Rabbit Hall”.  I due si amano moltissimo, e nonostante gli anni passati insieme, continuano a guardarsi con amore, passione e profonda devozione.
Ho adorato il modo in cui Mr Alton contempla sua moglie seguendola sempre con lo sguardo, cercandola continuamente quasi senta continuamente il bisogno di averla sempre nel suo campo visivo. Un amore con la A maiuscola che, come tutte le cose troppo belle, ha vita troppo breve.
♥ Trista e Pen di “Una ragazza senza ricordi”. Un rapporto tra “sorelle” decisamente atipico. Dal loro inizio non avrei mai pensato che avrei finito con metterle qui, nella categoria “coppia più bella”. Tutt’altro XD
Eppure, se le due iniziano detestandosi (è Pen in realtà quella che detesta abbastanza per entrambe XD) finiscono con il diventare inspiegabilmente protettive l’una con l’altra, fino a scoprire di volersi davvero bene.
♥ Olga Papel e Valdo, il suo fedele amico a quattro zampe. Un rapporto duraturo, simbiotico e dolcissimo. 


Concludo con i buoni propositi per questo 2018:
♥ Leggere tanti libri
♥ Leggere quei libri che mi ripropongo di leggere da tempo (tra cui alcuni classici), ma che continuo a rimandare.
♥ Continuare ad aggiornare regolarmente il blog
♥ Scrivere le recensioni dei libri letti prima di passare a leggerne altri tre o quattro XD


Come sempre mi sono dilungata troppo! Spero di non avervi annoiati.
Ecco un nuovo proposito: essere più sintetica XD
Ora lascio la parola a Little Pigo, ma non senza augurarvi un felice 2018 ricco di soddisfazioni e tante belle letture!!!



Il 2017 di Little Pigo

Primo libro letto nel 2017: 
♥ Il primo libro di quest'anno è stato "Lettere di Babbo Natale" di Tolkien, un piccolo gioiellino che mi sono regalata per Natale e che ho divorato i primi giorni di gennaio. Un'opera straordinaria, fantasiosa, divertente e ricca di bellissime illustrazioni, che non posso che consigliare a grandi e piccini. Un modo speciale per assaporare la magia delle feste.


Ultimo libro letto nel 2017: 
In realtà sono due, entrambi terminati la mattina del 24 dicembre. In una giornata insolitamente calda e soleggiata (chi l'avrebbe detto che avremmo avuto una Vigilia così?), ho approfittato per leggere i capitoli finali di "Paddington 2 - Il romanzo del film" e l'ultima missiva di "Lettere di Babbo Natale".
Ebbene sì amici miei, ho iniziato e terminato l'anno con lo stesso tomo, che ho avuto il piacere di rileggere con voi, in occasione del gruppo di lettura - calendario dell'avvento.
E pur conoscendo bene o male i fatti raccontati, non ho trovato affatto noiosa questa rilettura, anzi è riuscita a preparare già dagli inizi di dicembre il perfetto clima natalizio.
Per quanto riguarda la storia di Paddington per me è stata una piacevole lettura, leggera ma non troppo, ottima per terminare l'anno in bellezza (e in dolcezza).


I libri più belli che ho letto quest'anno: 
♥ "Lettere di Babbo Natale" di Tolkien 
♥ "La casa senza specchi" di Marten Sandén
♥ "La galleria degli enigmi" di Laura Marx Fitzgerald 
♥ "La fonte magica" di Natalie Babbitt 
♥ "Il prodigio" di Emma Donoghue

In realtà ce ne sono altri che ho premiato, qui sul blog, con il massimo dei biscotti, per un motivo o per un altro, come "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, "The hate U give" di Angie Thomas o "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, ma i titoli che ho selezionato ora sono quelli che mi hanno segnato di più e che, a distanza di tempo, ricordo con più emozione.


I libri che ho bocciato: 
♥ Ne boccerei solo uno, ovvero "Le stanze dei ricordi" di Jenny Eclair. Mi aspettavo una storia incentrata sugli affetti e sui momenti preziosi da portare nel cuore, invece ho trovato il ritratto di una famiglia disfunzionale con a capo una protagonista egoista, per nulla empatica e sempre pronta a giudicare. Leggere di lei e degli altri personaggi, non poi così diversi dalla matriarca, non è stato di certo una passeggiata. Anche perché sembrava non finire mai.


I libri più belli da ammirare: 
Sicuramente i libri illustrati, ed in particolare
♥ "Hortense and the Shadow" di Lauren e Natalia O'Hara
♥ "Lea e l'elefante" di Kim Sena, "Hamelin
♥ "La città del silenzio" di Alice Barberini 
♥ "La nave cervo" di Dashka Slater, Terry ed Eric Fan
Tutti albi contraddistinti da stili diversi, ognuno meraviglioso a suo modo.
♥ Non sono albi illustrati, ma sono dei gioiellini ricchi di bellissime illustrazioni anche "Lettere di Babbo Natale" di Tolkien e "Il gran consiglio del real coniglio" dei coniugi Montefiore.
♥ Inoltre ho apprezzato molto, almeno dal punto di vista estetico, anche il libro "Leggi e sogna con Belle", che vanta dei carinissimi disegni Disney. Avrei voluto fosse stata prestata maggiore attenzione anche al testo, e alla cover che lascia abbastanza a desiderare.
♥ Per finire non posso non citare il libro pop-up "Le quattro stagioni" di Inkyeong & Sunkyung Kim, molto curato e davvero grazioso.


La storia più originale: 
♥ Sono molto indecisa su questo punto, ma direi "Il prodigio", in quanto pur ispirandosi ai reali casi delle digiunanti, che tra l'altro non conoscevo, riesce a regalare scenari inaspettati.
♥ Oltre a questo romanzo vorrei citare anche "La tagliateste" di Kenneth Grahame 
♥ "La casa senza specchi" di Marten Sandén. 
Entrambi i titoli li definirei originali, non a livello di trama, ma per il modo in cui essa è stata sviluppata. Il primo infatti ha un taglio estremamente ironico e cinico, che lo rende particolare, mentre il secondo, partendo da premesse fantasy al limite dell'horror, giunge a delle derive emotive e psicologiche impreviste.


I libri che mi hanno stupito positivamente o che avevo sottovalutato: 
♥ "La casa senza specchi"
♥ "La galleria degli enigmi"
♥ "The hate U give"
♥ "La tagliateste"
♥ "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"
♥ "Paddington 2 - Il romanzo del film"
Per i primi tre titoli la motivazione è la stessa, mi aspettavo delle storie indirizzate ad un pubblico giovanile, e quindi meno impegnative a livello emotivo. 
Per quanto riguarda "La tagliateste", come ho detto prima, mi ha stupito per l'originalità ed il taglio narrativo ironico e irriverente. 
Il libro del duo Shaffer-Barrows invece, come ho scritto nella recensione, è uno di quelli che guardavo con sospetto, essendo interamente composto da lettere. Credevo che alla lunga mi avrebbe annoiato, niente di più lontano dalla verità: più mi avvicinavo alla fine, più avrei voluto continuasse.
Mentre, come immagino tanti di voi, alla dicitura "il romanzo del film" che segue il nome Paddington, ho storto un po' il naso. Pensavo di trovarmi di fronte all'ennesima sceneggiatura, invece il romanzo è assolutamente un libro normalissimo che riprende solo la trama della pellicola cinematografica. È inoltre ben scritto e anche piacevole da leggere. Una vera sorpresa.
Un racconto tenero e divertente, ricco di buoni sentimenti, pasticci, avventure e golosità culinarie.


I libri che mi hanno deluso o dai quali mi aspettavo qualcosa di più: 
♥ Oltre a "Le stanze dei ricordi", di cui vi ho detto sopra, mi aspettavo di più anche da
♥ "Cati. Una favola di potere" di Rossana Campo, libro fin troppo sconclusionato
♥ "Assalto a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren
♥ "Violet e la perla d'Oriente" di Harriet Whitehorn
♥ "Io prima di te" di Jojo Moyes
Per quanto riguarda il capitolo finale della trilogia della Lindgren, non ho trovato lo spirito originario del primo libro: niente più indagini e poca ironia, troppa denuncia sociale e poca allegria. 
A proposito di "Violet e la perla d'Oriente" invece, non posso dire di essere delusa dal libro in sé, che in effetti non è malaccio, ma mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Pensavo di leggere un libro young, più simile a "La galleria degli enigmi", invece mi sono ritrovata tra le mani un libro per bambini/ragazzini. Carino per quel genere di pubblico, ma non appropriato alla mia età.
Per "Io prima di te" il discorso è differente, perché è un romanzo che in linea di massima mi è piaciuto. Ma leggendo e ascoltando i pareri di tanti altri che lo avevano sperimentato prima di me, immaginavo una storia strappalacrime e psicologicamente devastante. Per me non lo è stata, si è rivelata invece una lettura che spinge alla riflessione su un tema importante quale quello dell'eutanasia. In ogni caso assolutamente apprezzabile.


I libri più noiosi o che ho fatto fatica a portare a termine: 
♥ Qui non mi dilungo: "Le stanze dei ricordi".

I libri che mi hanno fatto piangere T-T (dall'emozione):
Chi mi conosce sa che non piango facilmente, sia in generale, che di fronte a libri o film.
In qualche caso però mi è capitato di trovarmi con gli occhi lucidi a fine lettura.
In merito a quest'anno mi sembra sia successo con
♥ "La galleria degli enigmi"
♥ "La casa senza specchi"
♥ "Il prodigio"
♥ "The hate U give"
Il libro di Laura Marx Fitzgerald ha un finale nostalgico e melanconico che mi ha spiazzata, mentre "La casa senza specchi" è tutto giocato sulle emozioni, in particolare sul rimpianto e il dolore della perdita.
Per "The hate U give" credo di essere rimasta molto colpita dalla causa. Leggendo di Starr, di Khalil e degli altri personaggi, non potevo non pensare a tutti quelli che vivono realmente in quel contesto devastante. A tutti gli afroamericani che non vengono creduti, e che sono solo pedine in mano alle gang e alla polizia corrotta.
Per "Il prodigio" invece sono state lacrime (leggi "occhi lucidi") di gioia. Dopo tanto orrore, anche una flebile speranza ti riempie il cuore.
Un caso particolare è rappresentato da "Il club del libro e la torta di bucce di patate di Guernsey" (ragion per cui non l'ho citato prima): lì l'artefice della mia commozione non è stata la storia, che ha comunque dei momenti toccanti, ma la postfazione a cura della Barrows, scritta in memoria della scrittrice Mary Ann Shaffer, passata a miglior vita prima della conclusione dell'opera.


La saga più bella e le saghe che ho iniziato: 
Ho concluso quest'anno la trilogia de Lieto Tramonto che però non mi ha entusiasmato. Devo ancora terminare quella di Ransom Riggs sui bambini speciali, e quella de "Il Giardino degli Aranci", e spero di farlo nei prossimi mesi.
Ho invece iniziato, a mia insaputa, la serie di Violet, ad opera di Harriet Whitehorn, che non sapevo fosse composta da più libri, e quella di Wildwitch, scritta da Lene Kaaberbol, di cui ho letto il primo tomo, "La prova del fuoco", un libro appassionante ed avvincente, incentrato sul legame tra magia e natura.
Ho letto anche il secondo libro della trilogia di Robert Beatty, con protagonista Serafina e gli abitanti del castello di Biltmore, e aspetto con ansia l'uscita del terzo volume.


I personaggi che ho più amato: 
♥ Lib Wright de "Il prodigio"
♥ Juliet e Elizabeth de "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"
♥ Martha de "La galleria degli enigmi"
♥ Serafina di "Serafina e il bastone stregato"
♥ Paddington di "Paddington 2 - Il romanzo del film"
♥ Babbo Natale e Orso Bianco del Nord di "Lettere di Babbo Natale"
♥ Big Mav e Khalil di "The hate U give" 
♥ Jeanne de "La tagliateste"


I personaggi che ho più detestato:
♥ Rosaleen O'Donnell e il dottor McBrearty de "Il prodigio"


Un personaggio secondario di cui avrei voluto conoscere molto di più: 
♥ Khalil di 'The hate U give"
♥ Diglen e Moira de "Il racconto dell'ancella"
♥ Elizabeth e Isola de "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"
♥ Rose de "La galleria degli enigmi"
♥ Hortense di "Hortense and the Shadow"


Le coppie più belle:
♥ Babbo Natale e Orso Bianco del Nord di "Lettere di Babbo Natale"
♥ Lib Wright e Anna O'Donnell de "Il prodigio"
♥ Starr e Khalil di "The hate U give"


Concludo con i buoni propositi per questo 2018:
♥ Leggere più libri 
♥ Scrivere le recensioni più in fretta 
♥ Finire le saghe iniziate negli scorsi anni
♥ Implementare la mia collezione di libri di Fannie Flagg (ebbene sì, un vecchio obiettivo non ancora completato)
♥ Leggere tutti i libri di Harry Potter (so che è strano, ma non l'ho ancora fatto)
♥ Aggiornare regolarmente il profilo Goodreads 


E con questo è tutto, buon anno libroso a tutti!

martedì 2 gennaio 2018

Recensione “Il libro di Natale” di Selma Lagerlöf


Titolo: Il libro di Natale
Autore: Selma Lagerlöf
Editore: Iperborea
Data di pubblicazione: novembre 2017
Pagine: 128
Prezzo: 15,00 €


Trama:
Il Natale con le sue leggende, il buio dell’inverno svedese, il calore delle storie accanto al fuoco, la nostalgia di antichi ricordi, l’immensità della natura, ma anche la piccola dose di crudeltà tipica della tradizione delle fiabe popolari sono le atmosfere che si respirano negli otto magistrali racconti della narratrice svedese Selma Lagerlöf, Premio Nobel 1909, “la più grande scrittrice dell’Ottocento”, secondo Marguerite Yourcenar.
L’incipit da c’era una volta risveglia l’incanto delle storie dell’infanzia, ma basta un incontro inatteso, un gesto, una parola perché ci sia un piccolo scatto, una deviazione: dal mondo delle fiabe si passa a quello degli uomini, resi più umani da quel lampo d’illuminazione. Un regalo sbagliato che apre le porte a una nuova conoscenza, un’intuizione metafisica evocata da una modesta trappola per topi, un segno divino custodito nel foro di un proiettile in un teschio: c’è sempre una fede che fa da leva all'immaginazione, e questa, spesso, a una redenzione. Il tono è solo apparentemente ingenuo, è un trucco del mestiere di un’artista che sa trasformare il folklore delle tradizioni nordiche in storie senza tempo di grande e semplice profondità. Perché è la complessità che si nasconde dietro la normalità a interessarle, la ricca varietà della vita, e la buona novella che c’è sempre un destino diverso che aspetta chi lo vuole cercare. Anche in un libro regalato a Natale.  

Recensione:
“Il libro di Natale” è una raccolta contenente una selezione di otto racconti, scritti dalla penna dell’autrice Premio Nobel svedese Selma Lagerlöf.
Una raccolta eterogenea che comprende titoli pubblicati nell’arco di quasi trent’anni, molti dei quali ambientati nel periodo natalizio, in cui convergono i temi e i luoghi tanto cari alla scrittrice, le ambientazioni e i paesaggi che l’hanno vista crescere, tra cui la casa d’infanzia, la tenuta di Mårbacka, dove ha trascorso i suoi Natali.
I luoghi che descrive sono quelli che ha vissuto personalmente, e che sceglie di farci conoscere attraverso le sue storie.
In esse convergono tradizione, devozione religiosa e misticismo.
A fare da apripista la storia che presta il nome all'intera raccolta: “Il libro di Nataleche è, tra le otto, quella che meglio manifesta, rendendola palpabile, la magia e la trepidante attesa della festività. 
In essa l’autrice ci apre il cuore ai ricordi, un Natale lontano nel tempo, quando tutta la famiglia era riunita a Mårbacka per le feste.
In poche righe sono racchiuse e raccontate preziose memorie d’infanzia: i profumi, i colori e le emozioni che caratterizzavano la cena di Natale. La  famiglia riunita in attesa della mezzanotte e della conseguente apertura dei doni... in specie di quelli tanto attesi.
Il racconto successivo “La leggenda della festa di Santa Lucia”, invece, pur ambientato nel Värmland, racconta una storia ancora più lontana nel tempo, sospesa tra realtà e sogno, tra fatti concreti e avvenimenti mistici.
La protagonista, Lucia, una donna tanto devota alla Santa siciliana di cui porta il nome, verrà salvata da una triste sorte grazie alla miracolosa intercessione della stessa.
Ancora di prodigi si parla nel racconto “A Nazareth”, dove, in tempo ancora più distante, un Gesù ragazzino dà, senza averne l’intenzione, una grande lezione di vita al suo compagno di giochi.
E ancora ricorre la figura di Gesù ne “Il pettirosso”, dove ci viene raccontata la prodigiosa origine di quella piccola macchia scarlatta che adorna il corpicino del piccolo pennuto.
In “La Trappola per topi”, e ne “Il teschio” torniamo ad una dimensione più realistica e contemporanea. Due contesti sociali diversi, e due diversi modi di vivere il Natale, portano, in entrambi i racconti, alla redenzione dei suoi protagonisti: il primo, attraverso un percorso che lo vedrà ricevere del bene e quindi desiderare di essere un uomo meritevole del bene ricevuto; il secondo, attraverso una storia decisamente più macabra e inquietante, dalla quale, però, saprà ricavare la sua lezione. 
Ritorna il calore dell’atmosfera familiare ne “La principessa di Babilonia”, dove un devoto papà, per allietare la sua adorata bambina, le racconta la storia di una principessa molto speciale, vissuta ai tempi della biblica impresa della costruzione della torre di Babele.
Il racconto, a quanto ho scoperto, riprende i personaggi del romanzo “L’imperatore di Portugallia”, in una sorta di breve antefatto, in cui l’autrice si è cimentata ricamando nuovi battibecchi per i suoi protagonisti.
A chiudere la raccolta “Il capodanno degli animali”, una storia in cui la realtà contadina torna a incontrarsi e scontrarsi con miti, credenze e superstizioni di un popolo ancora attaccato alla magia e agli auspici. 
Una selezione variegata, che dà risalto a storie originali e ben scritte, in un volumetto impreziosito da piccole illustrazioni a tema natalizio, che però non riesce a trasmettere la stessa atmosfera di gioia e festa tramite le sue storie. 
Quella gioia e quella festa visibili nella bellissima illustrazione di copertina “La Vigilia di Natale a a Sundborn” di Carl Larsson, sono riscontrabili, nero su bianco, solo nel racconto “Il libro di Natale”.
Qui ho trovato le sensazioni che avrei voluto che ogni storia narrata in questo testo racchiudesse. Purtroppo così non è stato. Tra racconti più o meno in tema, o più o meno appassionati, solo quello che dà titolo al libro, può definirsi “natalizio”, ed è effettivamente il solo che cattura e risveglia qualcosa nel cuore.

Ringrazio la casa editrice Iperborea per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

mercoledì 27 dicembre 2017

Books, Chocolate and Friends: quarta ed ultima tappa GDL "Lettere di Babbo Natale" di J. R. R. Tolkien


Salve avventori!
Siamo arrivati alla tappa conclusiva di questo gruppo di lettura che ci ha tenuto compagnia per tutto dicembre.
Come ogni calendario dell'avvento, il 24 di questo mese abbiamo aperto l'ultima finestrella e letto l'ultima lettera. È quindi giunto il momento di fare un bilancio finale. 


Come sapete, io e Muriomu conoscevamo già il libro in questione (che avevamo letto insieme nel corso delle scorse vacanze natalizie) e proprio per questo motivo avevamo scelto di condividerne con voi la lettura. A nostro parere l'opera illustrata di Tolkien poteva essere quella giusta per creare quel clima magico che fa tanto Natale.
Non ci pentiamo della decisione, anche se avremmo preferito, e ci saremmo anche aspettate a dir la verità, una maggiore partecipazione.
Va beh, sarà per la prossima volta, se mai ci sarà. 
Magari l'anno venturo sarà nostra premura avvisarvi parecchio tempo prima e assicurarci così di avere un numero copioso di partecipanti (sperando non disertino all'ultimo). Solo dopo, eventualmente, inaugureremo il consueto gruppo di lettura-calendario dell'avvento.
Tralasciando queste considerazioni generali, veniamo ora all'ultima parte di "Lettere di Babbo Natale". Non mi dilungherò rimarcando concetti già espressi nelle tappe passate, anzi cercherò di essere breve e concisa. 
In queste lettere finali abbiamo avuto modo di conoscere un altro personaggio: l'elfo Ilbereth, ovvero l'assistente di Babbo Natale. Ora si inserisce anche lui a pieno ritmo nelle dinamiche familiari, e chi poteva essere il suo bersaglio preferito, se non il povero Orso Bianco del Nord?
Ebbene sì, non bastava il simpatico vecchietto a burlarsi di lui! 
Però devo ammettere che, con tutto il rispetto per Orso, che adoro, i botta e risposta tra i due mi hanno proprio divertito. Avrei voluto saperne ancora di più, peccato aver conosciuto il simpatico elfo così tardi.
Ma non preoccuparti Ilbereth, ho trovato un posticino nel mio cuore tutto per te ♥ 
Ma la chiusura di questa lettura non è stata tutta sorrisi, e no, non mi riferisco all'ennesimo attacco dei Goblin, se è quello che pensate. 
Le ultime lettere sono ambientate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale (l'ultima è datata 1943, a ben ventitré anni di distanza dalla prima) e anche nelle parole di Babbo Natale emerge, seppur solo in parte, il clima di tristezza e difficoltà che caratterizza l'epoca.
Molti bambini sono stati costretti a trasferirsi, chissà dove, e l'anziano benefattore non sa come far recapitare a tutti i regali. Inoltre anche per lui non è più così semplice fare rifornimento di doni.
E poi come se non bastasse Babbo Natale deve fare i conti con il tempo che passa. I figli di Tolkien sono ormai cresciuti, e anche la più piccola, Priscilla, sta diventando grandicella.
È ora per lui di prepararsi e dire addio. Conservare le lettere e i ricordi e vivere con la consapevolezza che i suoi aneddoti, i disegni e le confidenze dovranno trovare ben presto altri destinatari. Altri bimbi curiosi, ansiosi di conoscere il leggendario Polo Nord e tutti i suoi abitanti.
Non serve dirvi che le ultime pagine ci hanno lasciato uno stato d'animo malinconico e nostalgico. Un po' perché ci siamo identificate nei simpatici protagonisti costretti ad affezionarsi a tanti bambini, pur consapevoli di dover rinunciare a loro prima o poi, ed un po' perché noi per prime non siamo riuscite a non amare questa splendida dolcissima illusione.
Abbandonare la Casa delle Vette e tornare alla realtà è stato decisamente triste, ci consola solo il pensiero che tante altre avventure ci aspettano e che, se sentiremo la mancanza del Villaggio di Babbo Natale, basterà riaprire il libro e farci una capatina.
Ma adesso che il viaggio è concluso, vorremmo sapere il vostro pensiero.
Che vi è parso di questo libro? Vi mancherà il gelido e allo stesso tempo caloroso Polo Nord?


venerdì 22 dicembre 2017

Recensione: "Il Natale di Teo" di Katherine Rundell

Titolo: Il Natale di Teo
Titolo originale: One Christmas Wish
Autore: Katherine Rundell
Illustrazioni: Emily Sutton
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: novembre 2017
Pagine: 65
Prezzo: 17,00 € 


Trama:
È la vigilia di Natale, ma la mamma e il papà di Teo devono lavorare, così, il bambino, si ritrova a casa da solo con la nuova babysitter. 
Quando, affacciandosi alla finestra, vede in cielo una strana stella cadente, Teo chiude gli occhi ed esprime un desiderio: non essere più solo. E un attimo dopo, la magia accade davvero, portando un bel po' di scompiglio nella notte più speciale dell'anno. 

Recensione:
"Il Natale di Teo" è una storia che rappresenta in pieno lo spirito del Natale, poiché, come il giorno tanto atteso dai piccini - ma anche dai grandi che hanno conservato un animo bambino - è ricca di aspettative, speranze, illusioni, desideri, delusioni, e magia.
Ma non solo, un altro aspetto, quello che simboleggia, o meglio, quello che dovrebbe simboleggiare, il vero spirito del Natale è preponderante in queste pagine: l'altruismo.
Teo è solo, i genitori sono così impegnati con il lavoro da lasciarlo a se stesso anche la vigilia di Natale! Un giorno che, per tradizione, è speciale soprattutto per i bambini.
Così Teo, indossando quattro maglioni - perché ha freddo e non riesce ad arrivare al termostato - (pure un po' sconsiderati questi genitori, diciamolo), si appresta a trascorrere la sua vigilia solitaria, decorando l'albero di Natale con i vecchi addobbi, riposti in un grosso scatolone.
Tra palline di vetro pressoché rotte, troverà quattro decorazioni speciali: un soldatino di stagno con tanto di tamburo, un angioletto con le ali disastrate, un pettirosso scolorito e un cavallo a dondolo con poca voglia di dondolare.
Ma neanche l'albero riesce a mettergli allegria, anzi, vederlo così triste, con le sue decorazioni mezze rotte e le luci spente, lo fa sentire ancora più malinconico e solo.
Così, affacciatosi alla finestra e vedendo una stella cadente molto speciale, Teo, con tutto il cuore, desidererà non essere più solo o, parole sue, essere "sbandonato".
Il desiderio ci mette davvero poco ad esaudirsi. E le quattro decorazioni speciali, animate da una strana magia, gli faranno compagnia in quella notte straordinaria.
Ma in realtà non è Teo colui che beneficia di questa magia, o meglio non è l'unico. Perché, se è vero che i quattro addobbi animati lo strapperanno dalla solitudine, è vero anche che ognuno di loro riceverà da Teo qualcosa.
Sarà il bambino infatti ad esaudire desideri, trovare soluzioni, risolvere problemi per i quattro strambi amici. E lo farà spontaneamente, con gioia, senza chiedere nulla in cambio e senza preoccuparsi di restare nuovamente solo.
Ovviamente per un bimbo così altruista la notte di Natale non può che concludersi con un lieto fine, e anche il piccolo Teo, a fine serata, vedrà finalmente il suo desiderio esaudito.
Katherine Rundell e Emily Sutton hanno, insieme, dato vita ad un libro che fa pensare al Natale e alla sua magia già solo guardandone la copertina.
L'edizione è meravigliosa, dalla sovraccoperta allegra e vivace, alla elegantissima copertina rigida bianca con i decori impressi in oro, alle vivaci illustrazioni che, pur non facendomi impazzire nello stile, rendono benissimo, nei colori, l'allegria del Natale.
Manca solo il profumo di cannella, dei chiodi di garofano e dei mandarini, per rendere questo volume ancor più una lode all'incantevole atmosfera natalizia.
Una storia deliziosa da leggere ai vostri bambini, un volume bellissimo da sfoggiare nelle vostre librerie.

Ringrazio la Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro 

martedì 19 dicembre 2017

Books, Chocolate and Friends: terza tappa GDL "Lettere di Babbo Natale" di J. R. R. Tolkien


Salve avventori!
Siamo giunti alla terza tappa, e mi spiace ammettere che siamo già arrivati quasi alla fine di questo meraviglioso viaggio.


Inizialmente Tolkien ci aveva regalato dei pensieri frettolosi o degli auguri sinceri, ma con il tempo le sue lettere sono diventate molto più articolate e divertenti.
Grazie alla sua sconfinata fantasia abbiamo conosciuto orsi polari, orsi delle caverne, bimbi neve, omini della neve, omini della luna, gnomi, elfi e goblin.
Spero di non aver dimenticato nessuno >_<
E devo dire che mi sono affezionata se non a tutti, a molti di loro.
In particolare a Orso Bianco: tenero, pasticcione e permaloso.
Non fa che combinare guai, eppure sa anche come risolverli e riportare tutto alla normalità.
È sempre in prima linea quando il pericolo è in agguato (come nel caso dei goblin) e Babbo Natale sa di poter contare sempre su di lui.
E che dire poi dell’omone vestito di rosso?
Beh, a volte ci va giù pesante con il suo aiutante, schernendolo e ironizzando sulle sue disavventure, ma il legame che unisce i due è piuttosto evidente.
Inoltre Babbo Natale riesce a guidarci nel magico mondo del Polo Nord, a farci assaporare la magia e il calore del Natale, e a farci sorridere con i suoi aneddoti.
Vorrei sapere un po’ di più su tutti gli altri protagonisti, eppure, anche se descritti a malapena, i cuccioli polari Paksu e Valkotukka, l’omino della luna, ed il compianto omino della neve, mi sono entrati nel cuore.
Credo sia questo uno dei maggiori pregi di questa lettura, il riuscire a rendere tutto talmente reale e credibile da farti sentire di aver trovato degli amici.
E cosa ben più grave, anche i nemici non riesco a percepirli come veri nemici!
Tipo i goblin. È vero hanno rubato i regali dei bambini, e perpetrato l’inganno per anni, ma c’era proprio bisogno di essere così crudeli? In fondo anche loro meritano di giocare U_U
Non credete?
Ebbene, non voglio dilungarmi troppo. Mi basta riferirvi che questo libro è andato ben oltre le mie aspettative, non solo per i bellissimi disegni, ma anche per l’atmosfera calorosa che si respira leggendolo.
Non posso non immaginare come deve essere stato emozionante per i bimbi Tolkien sapere che Babbo Natale aveva scelto di confidarsi proprio con loro, regalando così a tutta la famiglia pezzi di quotidianità.
Avrei voluto che qualcuno lo avesse fatto anche con me (capito mamma e papà?!?) e forse un giorno, se avrò dei figli, sfrutterò questa idea.
Ma voi cosa mi dite? Vi sta piacendo questo libro, o vi aspettavate di più?


Vi ricordo che potete continuare a commentare quotidianamente sull’evento Facebook, mentre ci rivediamo qui per l’ultima tappa il 27 dicembre!

venerdì 15 dicembre 2017

Chi ben comincia... #37

Poche e semplici le regole:
♥ Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
♥ Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
♥ Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
♥ Aspettate i commenti

"Il libro di Natale" di Selma Lagerlöf


Salve avventori!
Oggi, per la rubrica “Chi ben comincia” vi proponiamo il delizioso incipit del racconto “Il libro di Natale” che apre l’omonima raccolta di storie - tutte ambientate nel periodo natalizio - della scrittrice svedese Selma Lagerlöf (prima donna che si è aggiudicata il premio Nobel per la letteratura).
Ho trovato questo primo racconto incantevole nelle atmosfere e nella scrittura, ma ho scelto di riproporvene l’incipit soprattutto per la dolce malinconia che mi ha suscitato.
Nella famosa cena qui narrata ho rivisto me stessa da bambina, le mie sorelle, la mia famiglia tutta riunita: nonni, zii e cugini e noi bambini nella trepidante attesa della mezzanotte per poter finalmente aprire i regali.
Che meraviglia il Natale, soprattutto quando si è piccoli, e in questo racconto quella meraviglia si fa davvero sentire tutta *-*

Siamo tutti seduti intorno al grande tavolo a ribalta la sera della Vigilia di Natale a Mårbacka. Papà è a un capo e la mamma all’altro.
C’è zio Wachenfeldt, che occupa il posto d’onore alla destra del babbo, e zia Lovisa, Daniel, Anna Gerda e io. Io e Gerda, come sempre, siamo di fianco alla mamma, una da una parte e una dall’altra, perché siamo le più piccole.
Ho ancora negli occhi la scena.
Abbiamo già mangiato il merluzzo, il budino di riso e le sfogliatine. Piatti, cucchiai, forchette e coltelli sono stati sparecchiati, ma la tavola è lasciata; le due candele a più bracci fatte in casa bruciano nei loro candelabri in centro tavola e intorno ci sono ancora il sale, lo zucchero, l’ampolliera, e un grande boccale d’argento pieno fino all’orlo di birra di Natale.
Visto che la cena è finita dovremmo alzarci, invece no. Rimaniamo ai nostri posti in attesa della distribuzione dei regali.
In nessun’altra casa, dalle nostre parti, si usa distribuire i regali di Natale a tavola dopo il tradizionale riso al latte. Ma è una vecchia consuetudine a Mårbacka e a noi piace così. Niente è eccitante come aspettare, ora dopo ora, per tutta l’interminabile serata, sapendo che il meglio deve ancora venire. 
Il tempo passa lento, lentissimo, ma noi siamo sempre convinti che gli altri bambini, che hanno già avuto i loro regali alle sette o alle otto, non abbiano idea della gioia che proviamo noi ora che il momento tanto atteso è finalmente arrivato.

martedì 12 dicembre 2017

Books, Chocolate and Friends: seconda tappa GDL "Lettere di Babbo Natale" di J. R. R. Tolkien


Salve avventori!
Eccoci qui con il secondo appuntamento dedicato alla lettura che ci sta accompagnando nel conto alla rovescia verso il Natale, ovvero "Lettere di Babbo Natale" di J.R.R. Tolkien.
Chi ci sta giornalmente seguendo sulla pagina Facebook conoscerà già le nostre opinioni su questo libro. Per gli altri basterà dirvi che nonostante per noi si tratti di una rilettura (io e Little Pigo avevamo già letto questo testo lo scorso anno) è sempre piacevole tornare al Polo Nord in compagnia del caro Babbo Natale e della sua bizzarra famiglia.


Tramite il nostro calendario dell’avvento, ogni giorno leggiamo qualcosa in più, e con malinconia ci accorgiamo che, mentre per noi passano solo dei giorni, per la famiglia Tolkien passano gli anni!
I piccoli di casa crescono, pagina dopo pagina, e man mano, poco alla volta, dicono addio al mondo meraviglioso e magico a cui il loro papà ha dato vita.
Ma questo non è che parte della realtà, chiunque prima o poi ha smesso o smetterà di sognare, di scrivere letterine indirizzate al simpatico uomo vestito di rosso che, nel giro di una notte, dona regali ai bambini di tutto il mondo.
Queste pagine però hanno il grandissimo potere di fare tornare bambini. Ci portano ad immaginare la vita al Polo Nord così come Tolkien ce la racconta.
E noi ci crediamo, perché è tutto così buffo, divertente, delizioso e originale che proprio non vogliamo ammettere che non sia vero.
Tolkien si è davvero messo d’impegno nella realizzazione del suo sogno. La sua fantasia è sterminata come lo sono l’ingegno e l’inaspettata abilità nella realizzazione delle incantevoli illustrazioni, che non fanno che rendere con maggiore realismo e credibilità la magia dei suoi racconti.
Se dobbiamo trovare un neo a questa lettura è che non ci basta mai!
Noi vorremmo sapere molto di più, e a proposito di questo ci spiace molto non poter essere partecipi anche delle lettere con cui i piccoli di casa Tolkien si raccontavano, a Babbo Natale, Orso Bianco e a tutti i loro amici, descrivendo se stessi e le dinamiche familiari, confidando segreti, esprimendo desideri e auguri...
Voi cosa ne pensate?
Vi siete appassionati come noi al magico mondo che papà Tolkien ha creato per i suoi pargoli?



Vi ricordiamo che la prossima tappa si terrà sempre qui il 19 dicembre (come da calendario), mentre da domani possiamo tornare a riaggiornarci su Facebook!
A presto ^-^