giovedì 21 aprile 2016

Recensione: "Fairy Oak - Il segreto delle gemelle" di Elisabetta Gnone

Titolo: Fairy Oak - Il segreto delle gemelle
Autore: Elisabetta Gnone
Illustyrazioni in bianco e nero: Alessia Martusciello e Claudio Prati
Illustrazioni a colori: Barbara Bargiggia
Acquerelli: Corinne Giampaglia
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 17 Marzo 2016
Pagine: 280
Prezzo: 14,90 €


Trama:
Fairy Oak è un villaggio magico e antico nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopiani scozzesi e le brughiere normanne, nelle valli fiorite della Bretagna, tra i verdi prati irlandesi e le baie dell'oceano.
Il villaggio è abitato da creature magiche e uomini senza poteri, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri, poiché maghi, streghe e cittadini comuni abitano le case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciproche stranezze e tutti si somigliano un po'. A parte le fate, che sono molto piccole, luminose e... volano. 
Questa storia è raccontata da una di loro e narra l'avventura straordinaria di due sorelle gemelle, Vaniglia e Pervinca... 

Recensione:
In un luogo magico e imprecisato, che non risente del comune scorrere del tempo, Maghi, Streghe, Fate e comuni mortali NonMagici, vivono in perfetta simbiosi rispettandosi gli uni con gli altri.
Questo luogo incantato è Fairy Oak, che significa Quercia Fatata, chiamato così in onore della grande quercia parlante che, da brava e fedele compagna, veglia da sempre sul villaggio.
La storia narrata in queste pagine è quella di Sefeliceiosaròdirvelovorrò, soprannominata Felì, la piccola fata madrina giunta a Fairy Oak per fare da tata alle gemelle Periwinkle.
Le piccole Pervinca e Vaniglia vengono alla luce il 31 di Ottobre, o meglio, Pervinca nasce allo scoccare della mezzanotte, Vaniglia la seguirà ben dodici ore dopo, esattamente a mezzogiorno.
Questa distanza di tempo intercorsa fra le due nascite, presa dalla famiglia semplicemente come un evento curioso, legherà per sempre il destino delle due bambine...
Gli anni passano e le due sorelle, inizialmente molto simili sotto tutti i punti di vista, iniziano a manifestare le differenze caratteriali che le rendono uniche e distinguibili.
Pervinca è più lunatica, risoluta e decisa. Ama la notte, gli insetti e gli animali selvaggi.
Vaniglia è più affabile e gioviale, ama tutto ciò che è grazioso e piacevole.
Zia Tomelilla, una delle più grandi streghe che il villaggio può vantare, le osserva crescere e in cuor suo spera di aver tramandato alle nipotine i suoi poteri.
Ma la magia ha un suo tempo massimo per manifestarsi e, dopo che alle streghette saranno spuntati tutti i premolari, ogni speranza di poterle vedere compiere qualche incantesimo si dissolverà come una nuvola di fumo.
Per questo da un certo anno in poi, l'ora del racconto è attesa da zia Tomelilla con particolare ansietà.
C'è da sapere infatti, che tutte le sere, allo scoccare della mezzanotte, i maghi e le streghe di Fairy Oak richiamano le fate tate per sapere cosa, i loro nipotini, hanno combinato durante il giorno.
E negli ultimi anni Tomelilla non ha aspettato altro di sentire, dalla voce di Felì, narrare dei primi bagliori di magia delle due gemelline.
Ma ben presto la strega scoprirà che ci sono ben altre questioni che richiedono la sua attenzione. Fatti drammatici stanno per sconvolgere la quiete del villaggio e nulla sarà più come prima...
Questo è solo il preludio di quello che vi aspetta, l'incantevole e delizioso inizio di una trilogia ricca di fantasia, bellezza e magia.
Elisabetta Gnone, in queste pagine, non crea solo una storia, ma dà vita e voce ad un intero villaggio fatto di persone, abitudini, luoghi e atmosfere uniche e particolari.
Leggerlo è un po' come entrare a farne parte, essere a tutti gli effetti un membro di questa meravigliosa e stravagante comunità.
A poco a poco Felì ci racconta la sua storia e, con piccoli salti temporali, ci narra delle varie famiglie, delle fate, delle piccole bimbe che gli sono state affidate e di tutto il mondo di amici e conoscenti che le circonda.
La narrazione è divertente, spiritosa, ricca d'immaginazione, di messaggi positivi, e personaggi adorabili. Di descrizioni dettagliate e coinvolgenti che lo elevano a non essere solo un libro per ragazzi, ma un libro piacevole per tutti.
E che libro! Perché questa edizione è un vero e proprio gioiellino da non farsi scappare!
Tutto è estremamente curato in ogni dettaglio, dalla bellissima sovraccoperta che cela una ancor più bella copertina anticata, alle bellissime illustrazioni interne a colori e a matita.
Non vedo l'ora di avere tra le mani il secondo capitolo, di poterlo sfogliare, leggere, rimirare e custodire come un tesssoro XD
Scherzi a parte, sono gelosissima dei miei libri, di quelli così belli ancora di più.

Considerazioni:
Ho conosciuto Elisabetta Gnone solo pochi mesi fa, quando ho avuto il piacere di leggere "Olga di carta" il suo ultimo lavoro letterario.
Con Olga è stato subito amore, davvero. Mi sono innamorata della delicatezza e, allo stesso tempo, della grande profondità di quella storia. 
Ho adorato la sua protagonista, mi sono riconosciuta in lei, nelle sue fragilità e nelle sue paure. Con lei, e grazie a lei, ho trovato un po' di forza, quella forza che ogni tanto serve per credere di più in se stessi. 
Fairy Oak descrive per certi versi un mondo più complesso. 
La storia apparentemente può sembrare più semplice e il messaggio di fondo meno importante, ma la verità è che qui non c'è un unico protagonista, ma tanti personaggi e altrettante situazioni di cui fare tesoro.
A riguardo posso dire di aver trovato molto carine le storie della fatina Prud, con la sua paura di volare, e l'incantevole leggenda del Boscochecanta.
Per quanto riguarda i personaggi mi sono affezionata soprattutto a Felì, la voce narrante della storia, ma ho trovato deliziosi molti personaggi come zia Tomelilla, Shirley Poppy, Quercia, tutte le fatine tate e, ovviamente, Vaniglia e Pervinca che, sono sicura, riserveranno ancora tante sorprese.
Il loro rapporto mi ha colpito per la veridicità con cui è narrato.
Da brave sorelle di dieci anni litigano furiosamente e con altrettanta foga fanno pace. 
Sono complici, ma allo stesso tempo un po' gelose. Sono diverse, ma l'amore che le lega è più forte di qualsiasi diversità.
E, a proposito di questo, una delle parti più toccanti del racconto è stata quella in cui Vaniglia osserva Pervinca volare e librarsi leggera nell'aria notturna. Lei non può farlo, può volare solo di giorno.
In quel momento la ragazza comprende che non potrà mai volare insieme a sua sorella, e si sente improvvisamente sola, tradita dal destino.
Impossibilitata a fare ciò che ama di più in compagnia della persona che più di tutte ama.
Si sente come io mi sarei sentita al suo posto. 


"Vaniglia rimase per un momento senza parole. 
Poi, osservando sua sorella volteggiare far i rami degli alberi sussurrò: «Vuol dire che non potrò mai volare con lei?» 
«Potrai » rispose calma Tomelilla. «Quando sarai un po' più grande e avrai compreso meglio il potere della nostra magia. Che è grande, Babù, più di quanto tu possa immaginare». 
Vaniglia osservò di nuovo sua sorella e questa volta aveva gli occhi colmi di nostalgia. Seduta sulla sua spalla, la sentii respirare profondamente e poi dire sottovoce: «E' la cosa più bella che possiamo fare, e non possiamo farla insieme»."

Ho apprezzato la malinconia scaturita da questo momento, l'ho trovata vera, reale, sentita. 
E sono sentimenti sinceri come questo che fanno sì che una storia ti entri nel cuore.
E questa è sicuramente una bella storia per ragazzi (per ragazze soprattutto) che non risulta mai inutilmente leziosa, stucchevole o infantile, anzi! 
Solitamente, in questo genere di letture, si danno per scontate tante cose, come se ai bambini importasse solo il fatterello e null'altro. Vengono tralasciate le descrizioni, non si dà importanza all'atmosfera, ai colori, agli odori, a tutti quei particolari che impreziosiscono un racconto.
Invece qui nulla è dato per scontato, per fare un esempio, ho apprezzato tantissimo la descrizione della casa dei Periwinkle.


"C'era un buon profumo di legno, tuttavia un'annusatina più attenta rivelava che ciascuna stanza possedeva un odore particolare: la cucina, per esempio, profumava di mele e di legno d'acero; la camera delle bambine, invece, sapeva di matite e di burrocacao alla fragola; lo studio del signor Cicero aveva il buon odore dei libri, e il salotto sapeva di cognac, mentre la camera di Tomelilla profumava di bucato fresco."

Mentre venivano descritti gli odori delle varie stanze mi è parso proprio di averle davanti agli occhi e, quegli odori, non avrei potuto immaginarmeli diversamente.
Stimolare la fantasia è importante, soprattutto nelle storie rivolte ad una certa fascia d'età e Fairy Oak ne è ricco sotto tutti i punti di vista, a partire dai bizzarri nomi delle fate tate, ai vari aneddoti sparsi qua e là, per arrivare alla storia in sé per sé, il cui svolgimento non si è rivelato mai banale.
Solitamente mi vanto di riuscire a capire quasi sempre dove l'autore voglia andare a parare,  qui invece tutto mi è parso nuovo e inaspettato. Tutto è stata una piacevole sorpresa.
E sorprendentemente no so proprio cosa aspettarmi dal capitolo successivo, ma sono curiosissima di scoprirlo *-*

Ringrazio la casa editrice Salani per avermi inviato una copia cartacea di questo libro


il mio voto per questo libro

19 commenti:

  1. Ho già il libro ma non so perché non l'ho mai letto, dando la precedenza ad altri libri, devo decidermi a leggerlo visto la tua recensione. Gli farò scalare un pò la lista per averlo più presente ^_^

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    1. Leggilo, leggilo e fammi sapere :D

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  2. Non potevo assolutamente perdermi questa recensione!
    Io facevo le medie quando ho letto la prima volta questa trilogia, poi con piacere ho accolto "I quattro Libri della Quercia".
    Elisabetta Gnone è stata una scoperta unica. Un'autrice dallo stile semplice e complesso allo stesso tempo, una vera "raccontafavole" come non ne fanno più!
    Sarebbe bello averla come vicina di casa. Chissà quante storie avrebbe da raccontare.

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    1. È propio vero. Il suo stile è romantico e sognante, ma allo stesso tempo divertente. E le sue storie sono sempre ricche di bei messaggi positivi, proprio il tipo di storie di cui il mondo ha bisogno.

      Sai, con quello che hai detto sull'averla come vicina di casa mi sono immaginata Elisabetta Gnone come un'umana e reale Papà castoro XD. "vieni qui Elisabetta Gnone raccontami una storia, anzi due storie" XD
      Ok mi fermo, sto farneticando :D

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    2. Papà Castoro è bellissima ^_^

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  3. Bellissima e come sempre accurata, la tua recensione :) Questo libro mi incuriosisce un sacco :D

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  4. Lo voglio anch'io! :) Come te, ho conosciuto Elisabetta Gnone grazie a "Olga di carta" e mi sono innamorata del suo stile narrativo!

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    1. Possiamo sicuramente dire che, con Olga di carta, la Gnone ha conquistato due nuove lettrici ^^

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  5. Avevo iniziato a leggere questa saga a mia cugina una decina di anni fa; forse eravamo arrivate al secondo libro, non ricordo, però mi piacerebbe rileggerlo e tornare un po' bambina!! ^_^

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    1. Fa sempre bene dedicarsi a delle letture delicate e piene di fantasia *-*

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  6. Una delle saghe più belle che io abbia mai letto. Continuala perchè a me piace dalla prima all'ultima pagina, non ne sarai assolutamente delusa! :)

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  7. Ciao! Ti ho vista in un commento sul mio blog e finalmente ti ho trovata :-)
    Eccomi qui, mi sono aggiunta ai lettori fissi e ora sto vagando per il tuo dolcissimo blog, complimenti!
    Ho letto anche io questo libro ed è entrato a far parte della mia lista dei libri preferiti in assoluto ;-) non si può non amarlo.
    Ciao ciao

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  8. Ciao e prima di tutto buon 1 maggio..
    Vedendo la copertina credevo fosse un libro per bambini ma la trama mi piace moltissimo sembra un libro molto spensierato da leggere ..lo aggiungero alla mia readlist :D Grazie 1000 per questa recensione
    Un abbraccio Vero

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    1. Lo è, spensierato, allegro, ricco di fantasia e magia *-*

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